Il metodo gentile – il contatto visivo
Riprendiamo oggi l’esplorazione del metodo gentile, e, dopo aver parlato (qui) del contatto fisico, dedichiamoci a quello visivo.
Il contatto visivo è un fattore cruciale per la maggior parte delle specie sociali.
Attenzione perché lo sguardo può indicare un’interazione serena ed amichevole oppure essere una profonda minaccia.
La prima risposta nell’interazione canina è in genere lo stabilire in qualche modo un contatto visivo diretto.
Il cane che è di rango più elevato di solito è colui che mantiene il contatto visivo più a lungo. I cani più giovani o di rango inferiore volgono lo sguardo altrove o creano un contatto visivo indiretto.
Ricordatevi che il contatto visivo non deve mai diventare una sfida con il cane.
Nella comunicazione canina il guardare fissamente negli occhi può essere percepito dal cane come una sfida, e ciò potrebbe rivelarsi pericoloso con dei cani paurosi e/o aggressivi. Il contatto visivo da noi praticato non deve mai essere proiettato nella stessa maniera su un cane che non conoscete, ovvero prima di tutto assicuratevi – in base alle posture ed altri segnali – che il cane sia amichevole nei vostri confronti.
Di solito se io voglio fare amicizia con un cane evito di fissarlo negli occhi, anzi tengo lo sguardo basso rivolto verso un’altra parte e magari comincio solo a lanciargli in segno di amicizia qualche sguardo sfuggente. Cerco di inviare all’animale dei segnali calmanti che ormai tutti conosciamo.
Nei corsi di Educazione Base facciamo mettere in pratica già dalle prime lezioni il contatto visivo soprattutto quando il rapporto con il proprietario non è solido e quando addirittura può essere causa di stress. Lo facciamo quindi anche per aiutare il cane a superare una situazione di difficoltà con il conduttore e per creare in lui l’attenzione verso il proprietario.
In termini tecnici, paghiamo l’attenzione del nostro animale secondo il principio di apprendimento di Premack. Ricordiamo che
RIPETERE L’ESERCIZIO PORTA ALL’APPRENDIMENTO!
Il cane verrà inizialmente premiato nello stabilire il contatto visivo con me.
Il tono di voce del ”Bravo” deve essere molto dolce e non bisogna mai urlare.
Avere un cane attento, che ci guarda, che non ci toglie gli occhi di dosso è una cosa bella e che in fondo ci piace e ci gratifica, perché ci dà la sensazione che sia attento a noi. Badate bene a non confonderla con la sensazione di poterlo controllare!!!
Lo scopo – non mi stancherò di ripeterlo – non è insegnare al cane a fissarvi, non vogliamo che il vostro cane pensi “adesso mi da un boccone, adesso mi da un boccone, adesso mi da un boccone…”. Non è questo il senso del contatto visivo!
Il contatto visivo deve far sì che il cane mi guardi per avere la straordinaria possibilità di fare qualcosa insieme a me.
Il contatto visivo è la base per poi poter dire al cane di eseguire qualche altro comando, ad es. dopo aver preso contatto visivo con il cane potrò chiedergli di fare qualcos’altro come portarmi un oggetto.
Per una dimostrazione pratica vi invito a prendere contatto con noi per una prova gratuita con il vostro cane!!
Manuela Congiu
Addestratrice ENCI – Sardinian Dog Team






